Te hi riat

Lunedì 9 aprile è Pasquetta: non posso rinunciare a una gita fuoriporta! Siccome però fa freddo e il tempo è bruttino, decidiamo per un pranzo in trattoria, e la scelta cade sull’Osteria Colmi di Polaveno.

Era da parecchio che non andavo da quelle parti, e quando sono arrivato a Polaveno sono rimasto basito: il paese è “ricolmo” di strampalati cartelli stradali fatti posare dall’amministrazione comunale, scritti in (presumo) dialetto polavenese e, solo e non sempre come seconda lingua, in italiano.





Traduco per i non bresciani: “Te hi riat” significa “Sei arrivato”, “Htréta” significa “Stretta”, “Cahtel” significa “Castello”, mentre “Ariidih” significa “Arrivederci” (questo è facile).

Il delirante furore leghista non conosce limiti … nemmeno al ridicolo!

Operazione nostalgia 1

Dal 27 aprile al 5 maggio siamo stati in Sardegna centro-orientale (seguirà articolato post ;-) ), e durante i tragitti in auto vai di “operazione nostalgia”:

Aphrodite’s Child: Rain and tears (1968)

Demis Roussos: voce, basso
Vangelis (Vangelis Papathanassiou): tastiere
Lucas Sideras: batteria e voce

Rain and tears, are the same
but in the sun
you’ve got to play the game

When you cry
in winter time
you can pretend
it’s nothing but the rain

How many times I’ve seen
tears coming from your blue eyes

Continua a leggere ‘Operazione nostalgia 1′

Medioevo a Este e Monselice

In Veneto si trovano alcune piccole cittadine, poco considerate dal turismo di massa attratto da città “famose” come Padova o Venezia, ma di grande interesse per alcune loro peculiarità.

Este è una piccola cittadina della provincia di Padova, di grande interesse per il suo castello, dall’intatta cinta murale. La potente famiglia degli Este o Estensi prese il nome dalla cittadina, loro feudo per più di due secoli, che ebbe grande lustro nelle città di Modena, Reggio Emilia e soprattutto Ferrara.

Domenica 28 marzo siamo partiti al mattino presto dirigendoci (A4) verso Montebello, proseguendo poi (SP17) per Lonigo e (SP125) Noventa Vicentina, arrivando infine (SP247) a Este.

Il Castello, ricostruito nel 1339-40 dai Carraresi sui resti del precedente castello estense, consta di una cinta quadrangolare di mura merlate guelfe intervallate da 12 torrini e torresini, in parte inerpicato sul colle dove sorge il mastio. All’interno della cinta muraria si trova un grande e ben tenuto giardino pubblico.
Addossata alla cinta muraria si trova Villa Mocenigo, che attualmente ospita il Museo Nazionale Atestino.




Nel cortile del Castello si svolge una manifestazione in costume “pseudo-medioevale” con tanto di tiro con l’arco, nel quale ci cimentiamo … non proprio validamente ;-)
Continua a leggere ‘Medioevo a Este e Monselice’

Partigiani e repubblichini

Vorrei fare una piccola riflessione in occasione della Festa della Liberazione (non festa della libertà, che è altra cosa), celebrata il 25 aprile.

Da discorsi fatti da alcune “autorità” traspare il malcelato tentativo di equiparare in qualche modo partigiani e repubblichini, trattegiando questi ultimi quasi fossero romantici combattenti in difesa di un ideale, sia pure nell’errore.

I morti sono morti, siano essi partigiani o repubblichini, e pietà e compassione vanno concesse a tutti.

Ma da vivi non erano uguali:

    i partigiani rischiavano ogni giorni la vita, lottando per ridare dignità all’Italia e liberarla dall’occupante nazista, responsabile di rastrellamenti, di deportazioni in campi di concentramento e di sterminio, di impiccagioni e fucilazioni, di stragi efferate;

    i repubblichini, ossia i fascisti italiani che avevano aderito alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, collaboravano con i nazisti a rastrellare, a deportare, a impiccare e fucilare, a fare stragi; e spesso erano in prima linea, per cercare di accreditarsi quali alleati affidabili.

Qualche differenza c’è.

P.S.: va detto che non tutti i repubblichini avevano aderito volontariamente alla repubblica sociale: alcuni erano minorenni, altri erano stati costretti delle circostanze.
Continua a leggere ‘Partigiani e repubblichini’

25 aprile

Oggi è il 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazi-fascismo.

Grazie ai partigiani, di tutti i colori, che hanno lottato, o che sono morti, per restituire dignità e libertà al nostro paese.

Grazie a tutti coloro che, anche con piccoli gesti, hanno contribuito a sfamare, a nascondere, a salvare.

Grazie a Giorgio Bocca, a Italo Calvino, a Ettore Castiglioni, a Carlo Cassola, a Beppe Fenoglio, a Primo Levi, a Luigi Meneghello, a Cesare Pavese, a Nuto Revelli, a Elio Vittorini (e ai tanti che in questo momento non ricordo), che hanno nutrito la mia curiosità con i loro racconti e le loro testimonianze.

Grazie a Sandro Pertini, presidente partigiano, umano ed intransigente.

E grazie anche a mio nonno Giuseppe, socialista socialista, e a mia zia Lidia, staffetta partigiana.


Partigiani sfilano per le strade di Milano

Continua a leggere ’25 aprile’

Medioevo a Cittadella e Castelfranco

In Veneto si trovano alcune piccole cittadine, poco considerate dal turismo di massa attratto da città “famose” come Padova o Venezia, ma di grande interesse per alcune loro peculiarità.

Cittadella è un piccolo comune della provincia di Padova, di grande interesse per le sue mura, che costituiscono uno raro esempio di sistema difensivo con camminamento di ronda ancora percorribile, perfettamente conservato nel tempo.

La rifondarono i padovani nel 1220 per opporsi alla trevigiana Castelfranco, di un ventennio più vecchia.

Domenica 20 marzo siamo partiti al mattino presto dirigendoci (A4) verso Vicenza, proseguendo poi (A31) per Vicenza Nord arrivando infine (SS53) a Cittadella.

La cinta muraria, realizzata nei sec. XIII e XIV, circonda l’intera cittadina secondo un perimetro ellittico lungo 1460 metri. Le cortine merlate guelfe, rafforzate da 32 torri, sono cinte da un fossato e aperte da 4 porte, immagine quasi intatta del medioevo. Notevole e imponente la Porta Bassano.




Il Palazzo della Loggia, del XV sec., è stato ristrutturato in forme neoclassiche nel 1816; dell’edificio precedente sono conservati un fregio nel porticato al piano terra, con stemmi dei podestà veneti, e un bassorilievo quattrocentesco del Leone di S. Marco. Ospita la sede della Polizia Municipale e della Pro Cittadella.
Continua a leggere ‘Medioevo a Cittadella e Castelfranco’

Dammi tre parole

Cosa ci siamo persi!

L’è gnà bù de fa O col bicèr
(modo di dire bresciano).

Appetiti

Ero ovviamente consapevole che la Lega fosse (fondamentalmente, con le dovute eccezioni) un guazzabuglio di buzzurri, razzisti, violenti, ex-squadristi, squinternati, disadattati, poveri ignoranti, frustrati in attesa di vendette, arrampicatori sociali, spiantati senza arte ne parte, officianti di improbabili riti e relativa massa di creduloni etc.

Ma sinceramente non avrei mai immaginato quanto sembra emergere dalle inchieste: un appetito senza fondo, una miseria morale e materiale senza attenuanti!

Anche per tutti voi: A mai più rivederci!

Medioevo a Montagnana

In Veneto si trovano alcune piccole cittadine, poco considerate dal turismo di massa attratto da città “famose” come Padova o Venezia, ma di grande interesse per alcune loro peculiarità.

Montagnana è un piccolo comune della provincia di Padova, di grande interesse per le sue mura, che costituiscono uno degli esempi meglio conservati di architettura militare medioevale in Europa. All’interno della cinta muraria si riconosce un antico e compatto disegno urbano.

Domenica 27 febbraio siamo partiti al mattino presto dirigendoci (A4) verso Verona Sud, proseguendo poi (SS434 Transpolesana) per Legnago Nord, arrivando infine (SR10) a Montagnana.

La cinta muraria, realizzata tra il 1360 e 1362, circonda l’intera cittadina lungo un perimetro rettangolare di 1.950 metri. Le cortine merlate guelfe, rafforzate da 24 torri, sono cinte da un fossato e aperte da 4 porte. Imponenti la Rocca degli Alberi o Porta Legnago, del 1362, e il Mastio o Porta Padova, annessa al Castello di San Zeno.



Il Castello di San Zeno, che ospita il museo civico, fu costruito nel 1242 da Ezzelino da Romano per fortificare Montagnana dopo averla data alle fiamme.
Continua a leggere ‘Medioevo a Montagnana’

Protetto: Una vita senza

Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:

Pagina successiva »


Il viaggio

    Il mondo è un libro,
    e quelli che non viaggiano
    ne leggono solo una pagina

In evidenza

Archivi

Categorie

Flickr photos

P1240699

P1240697

P1240696

More Photos

Licenza d’uso

Creative Commons License
Questo blog è pubblicato sotto Creative Commons License

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.