brescia · spunti & eventi

Piano sosta

Liberare il centro dalla morsa delle automobili
Di Vasco Frati, presidente dell’AAB – Associazione Artisti Bresciani
Brescia

L’imminenza della discussione e dell’approvazione del cosiddetto Piano sosta 2009/2010 mi sollecita, come presidente di un’associazione che per statuto si occupa anche di “salvaguardia, tutela e valorizzazione dei beni ambientali, storici, artistici”, a ritornare su un particolare aspetto del problema del traffico privato nel centro urbano.

Prescindendo dalla convinzione diffusa fra molti automobilisti che le infrazioni al codice della strada o alla normativa municipale rimangano impunite (la comminazione di multe per chi commette tali infrazione è ritenuta pure a livello amministrativo una “vessazione”), non convince affatto la tesi che il “rilancio” della città antica passi attraverso l’apertura al traffico privato e l’utilizzo parziale o totale delle piazze storiche come parcheggi. Ma anche se così fosse, la tesi sarebbe culturalmente inaccettabile e non trova pertanto applicazione nelle città italiane ed europee più evolute, comprese quelle con cui vorremmo competere nel settore del turismo culturale.

È noto che le piazze sono nate come luoghi privilegiati della socializzazione e come rappresentazione simbolica della magnificenza del potere politico, religioso ed economico. Nell’antica Grecia l’agorà era la piazza in cui si tenevano pubbliche assemblee e si svolgeva il mercato. Tale origine hanno, per esemplificare, le piazze bresciane della Loggia e del Mercato. Queste funzioni sono all’evidenza incompatibili con il traffico automobilistico e il parcheggio.

Nel nostro centro urbano mancano quasi completamente locali pubblici di qualità, presenti invece e molto frequentati in tutte le città italiane. È auspicabile e possibile che locali del genere si aprano, con le debite agevolazioni della civica amministrazione, nelle piazze, poniamo, del Foro, del Duomo, della Loggia, della Vittoria; e magari che vengano gestiti nel rispetto delle minime regole professionali, ora poco osservate (spesso, ad esempio, non si portano le ordinazioni su un vassoio, non si usano i piattini o le sottocoppe, non si servono le signore prima degli uomini).

È altresì auspicabile e possibile che dalla primavera all’autunno i cittadini e i turisti possano sedere all’aperto, conversare senza essere assordati da pessima musica o da schiamazzi, osservare tranquillamente, senza essere assediati dal rumore e dagli scarichi degli automezzi, il tempio di Vespasiano e il profilo del Castello, la sequenza Broletto-Duomo Vecchio-Duomo Nuovo, la sequenza Portici-Monti di Pietà-Loggia, e, perché no?, la statua dell’atleta di Arturo Dazzi; vivere insomma nel presente e nella storia.

O si ritiene che cittadini e turisti frequenterebbero più volentieri il centro se potessero arrivare in vettura fin quasi dentro la Rotonda per poter ammirare il carosello automobilistico? Naturalmente gli spazi andrebbero animati: con spettacoli, mercati, aperture serali di musei gallerie negozi e via dicendo.

I meritevoli esperimenti dei mesi recenti sono da questo punto di vista indicativi: i cittadini hanno risposto positivamente in massa, dimostrando molto interesse e gradimento, anche se qualche iniziativa, quale la pista di ghiaccio in piazza del Duomo, può lasciare perplessi; e confermato che il “rilancio” del centro antico non si ottiene lasciando parcheggiare i Suv in strade storicamente costruite per ben diverse funzioni, ma con una saggia politica di pedonalizzazione che consenta, in primo luogo alle famiglie, di passeggiare con tranquillità, di godere di spazi liberi, di osservare con piacere le vetrine e frequentare i negozi.

La civica amministrazione dovrebbe inoltre operare con estrema cautela ed attenzione per quanto riguarda il principio del decoro (e dell’arredo) urbano. Voglio riferirmi, per chiarezza, a due momenti che hanno suscitato ampi dibattiti sulla stampa locale. La pensilina di piazza Rovetta può essere giudicata diversamente (io non sono fra i denigratori assoluti); ma, qualora la si ritenesse incompatibile con l’ambiente circostante, non la si deve degradare o deturpare, ma, caso mai, trasferire in un qualche parco urbano, dove potrebbe utilmente diventare un elemento di attrazione e coinvolgimento aperto a tutti, senza discriminazioni.

Lo smantellamento dello stand di Brescia Mobilità collocato nella piazzetta di San Luca è stato certamente un intervento meritorio e apprezzabile: ma la sistemazione attuale della piazzetta ha un aspetto, come dire, troppo cimiteriale.

Giornale di Brescia, 18.04.2009
BresciaOggi, 19.04.2009

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