berlusconi · deliri

L’ostaggio

Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico.

    Moni Ovadia (“Se voi foste persone normalil’Unità, 9 maggio).


Stavolta non si tratta del solito complotto ordito dall’odiata Repubblica, ma tutto nasce da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera.

In sintesi, la Procura di Bari, indagando su episodi di corruzione nella sanità, si è imbattuta in intercettazioni, nelle quali alcuni imprenditori coinvolti parlerebbero di soldi versati a ragazze per partecipare a feste nelle abitazioni romane e sarde di Silvio Berlusconi.
Un racconto confermato al Corriere da Patrizia D’Addario, candidata alle elezioni comunali di Bari con una lista collegata al Pdl, che avrebbe le prove (in audio, foto e video) di incontri con Berlusconi (tralasciamo per pudore i dettagli boccaceschi).

Niccolò Ghedini, avvocato del premier nonché deputato di Forza Italia, non ha trovato miglior difesa affermando che “Berlusconi comunque non è colpevole e in ogni caso soltanto utilizzatore finale“.
Berlusconi stesso si difende parlando di complotti, accusando la D’Addario di essere prezzolata, e affermando di non aver mai pagato una donna.

Nel silenzio di molti, emerge un’Italia deserto valoriale, a immagine e somiglianza di Berlusconi.

C’è il disprezzo per il corpo della donna: bene consumabile da un “utilizzatore finale”, non responsabile in quanto semplice utilizzatore e non avendo (direttamente) corresposto denaro.

C’è il disprezzo per il territorio e l’ambiente: la D’Addario voleva costruire un residence su un terreno di proprietà della sua famiglia, e per conseguire questo scopo era disponibile ad “avvicinare” i potenti di turno.

C’è il disprezzo per le istituzioni rappresentative: i potenti di turno volevano “utilizzare” il corpo della D’Addario, ed in cambio oltre ad un po’ di denaro erano disponibili a candidarla alle elezioni europee (ipotesi come noto venuta poi meno), e in subordine candidarla alle elezioni amministrative.

C’è il disprezzo per l’etica e la morale: un rappresentante delle istituzioni non è un cittadino qualunque, ed è tenuto ad un rigore morale senza appellarsi ad un (improponibile) rispetto della privacy. La morale poi non dovrebbe avere due misure: è bene non dimenticare che proprio il Governo Berlusconi ha dato battaglia alla prostituzione, e ha ridicolmente censurato il seno di un dipinto del Tiepolo per “rispetto della morale”.

Giuseppe D’Avanzo, editorialista di Repubblica, ha scritto due commenti molto interessanti, assolutamente da leggere:

Quando Paolo Guzzanti, ex deputato di Forza Italia, parlava di “mignottocrazia” probabilmente sapeva bene di cosa stava parlando, così come probabilmente sapeva bene di cosa parlava Veronica Lario, quasi ex moglie di Berlusconi, quando parlava di “ciarpame senza pudore“.

Ma quante prove (in audio, foto e video) sono in mano a potenziali ricattatori, pronti ad incassare da Berlusconi o dal suo entuorage il relativo credito, qualcosa altrimenti non ottenibile?

Ma l’Italia può (e si merita di) restare ostaggio di un personaggio, ricattabile in quanto vittima della propria bulimia sessuale e incapacità di controllo?

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