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Man on the moon

Quarant’anni fa, il 21 luglio del 1969, Neil Armstrong e Edwin “Buzz” Aldrin posarono, primi uomini, i piedi sulla Luna.

    That’s one small step for [a] man,
    one giant leap for mankind.

    Questo è un piccolo passo per un uomo,
    ma un grande balzo per l’umanità.

    (Neil Armstrong)

La missione Apollo 11 partì il 16 luglio dal John F. Kennedy Space Center, presso Cape Canaveral, e dopo aver affettuato un paio di orbite attorno alla Terra ed altrettante attorno alla Luna, raggiunse la superficie lunare il 20 luglio alle ore 20:17 UTC (22:17 ora italiana).

Alle 02:56 UTC del 21 luglio, Armstrong usci dal modulo lunare “Eagle” e discese sulla superficie facendo il suo “grande passo per l’umanità“; Aldrin poco dopo lo seguì, e i due astronauti trascorsero due ore e mezza a fotografare la superficie lunare e raccogliere campioni di roccia.

L’astronauta Michael Collins, pilota del modulo di comando, rimase invece in orbita attorno alla Luna, in attesa del riaggancio con il modulo lunare.

Alle 05:11 UTC del 21 luglio il modulo lunare lasciò la superficie lunare per ricongiungersi con il modulo di comando alle 21:35 UTC ed ammarare quindi nell’Oceano Pacifico il 24 luglio alle 16:50 UTC.

Altre 6 missioni del Programma Apollo (dalla 12 alla 17), furono successivamente lanciate verso la Luna, e tranne Apollo 13 raggiunsero la superficie lunare.

L’ultimo uomo a calpestare il suolo del nostro satellite fu Eugene Cernan, della missione Apollo 17, che lo lasciò il 14 dicembre 1972 alle ore 05:40 UTC; da allora nessun altro uomo ha più raggiunto la Luna.

Si aggirano, nella blogosfera e non solo, strani personaggi che sostengono, con “prove” assolutamente improbabili, che l’uomo non è mai stato sulla Luna: per “smontare dubbi e deliri, e onorare coraggio e ingegno” segnalo l’interessante sito Complotti Lunari, gestito da Paolo Attivissimo.

Sarei in difficoltà nel valutare l’utilità del programma Apollo, soprattutto rispetto all’ingentissimo costo economico sopportato; è però certamente stata una sfida dell’uomo ai propri limiti, che ne fa un’epopea degna del viaggio di Cristoforo Colombo o di quello di Ulisse narrato nell’Odissea.

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