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Ferrata Schuster al Sassopiatto

Sabato 1° agosto con Maria Teresa e Marco abbiamo effettuato la “scalata” del Sassopiatto, nel gruppo dolomitico del Sassolungo, lungo la Via ferrata Schuster.

Si tratta a tutti gli effetti di una via alpinistica solo parzialmente attrezzata, valutata come moderatamente difficile (a me è parso qualcosa di più 😉 ), di notevole soddisfazione per l’ambiente grandioso e selvaggio.

E soprattutto, si è trattato della mia prima “vera” via ferrata, dopo il rodaggio sulla Via ferrata Susatti a Cima Capi 😀 .

Alle 8.30, con una bella giornata di sole, partiamo dall’Hotel Rosa, in località Compatsch, presso cui siamo ospiti, e con l’autobus raggiungiamo la località Saltria, dove prendiamo la seggiovia “Florian” che ci porta al Rifugio Williams (2.100m).

Prendiamo il sentiero che scende verso il Rifugio Zallinger (2.034m), proseguiamo verso il Rifugio delle Marmotte (2.132m), e aggiriamo il Sassopiatto inoltrandoci nella gola che separa il Sassolungo dalle Torri del Sassopiatto, fino al Rifugio Vicenza (2.256m).

Ci spingiamo verso la parte più alta della conca detritica del Sassopiatto (con vista spettacolare su Dantersass, Torre Innerkofler, Dente del Sassolungo, Sassopiatto e Torri del Sassopiatto), fino al ripido conoide finale dove è situato l’attacco della ferrata (2.560m). Nel frattempo sono comparse un po’ di nubi.

Ci mettiamo imbragatura e set da ferrata, e andiamo all’attacco della ferrata. Saliamo sotto le Torri del Sassopiatto, percorrendo canali, gradini rocciosi, cengie e fasce detritiche, fino alla Forcella delle Torri (2.750m), che separa le Torri dal Sassopiatto vero e proprio. Uno stretto e strapiombante canalone regala un’impressionante visione della Val Gardena.

Risaliamo quindi la parete del Sassopiatto, sempre percorrendo canali e cengie, fino ad immetterci in un canalone che sbuca quasi in vetta, appena sotto la Cima di Mezzo del Sassopiatto (2.955m), che raggiungiamo in pochi passi.

Il tempo si è guastato, con nubi basse che impediscono di vedere le cime circostanti, e fa anche freddino. Un rapido spuntino e poi scendiamo percorrendo la c.d. “via normale” fino al Rifugio Sassopiatto (2.300m), dove mi premio con una bella fetta di torta di grano saraceno e una fresca radler.

Procediamo nella discesa, raggiungendo il Rifugio Zallinger (2.034m) e quindi il Rifugio Willimas (2.100m). Prendiamo la seggiovia “Florian” che ci porta a Saltria, e quindi l’autobus fino a Compatsch.

Sono proprio contento: non ho avuto paura, ho fatto pochi pasticci causato pochi danni, e mi sono pure divertito. L’unico problema è stata la corda da 50m, che pesa e che ho costretto Marco a portare per sicurezza 😉 .

Escursione: Ferrata Schuster al Sassopiatto (2.969m)
Class. SOIUSA: Massiccio del Sassopiatto, Dolomiti di Gardena
Itinerario: Rifugio Williams (2.100m), [7A] Rifugio Zallinger (2.034m), [9A] Rifugio delle Marmotte (2.132m), [531A] Piz da Uridl (2.101m), [527] Bivio 525 (2.060m), [527] Rifugio Vicenza (2.256m), [527] Attacco (2.560m), [527-Ferrata Schuster] Sassopiatto (2.969m), [527] Rifugio Sasso Piatto (2.300m), [9] Rifugio Zallinger (2.034m), [7A] Rifugio Williams (2.100m)
Traccia GPS:
Tipologia: Sentiero, sentiero attrezzato
Difficoltà: EEA – A – II+ – F+
Attrezzatura: imbrago, kit da ferrata, casco
Loc. partenza: Rifugio Williams (BZ) Loc. arrivo: Rifugio Williams (BZ)
Alt. partenza: 2.100 m Alt. arrivo: 2.100 m
Alt. minima: 1.955 m Alt. massima: 2.969 m
Disl. salita: 1.180 m Disl. discesa: 1.180 m
Sviluppo: 10,9 km Tempo mov.: n.d.
Orario inizio: 01/08/2009; n.d. Orario fine: 01/08/2009; n.d.
Tempo salita: n.d. Tempo discesa: n.d.
Vel. salita: n.d. Vel. discesa: n.d.
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5 thoughts on “Ferrata Schuster al Sassopiatto

  1. Caro Alberto, ho visto le tue splendide immagini della Ferrata Schuster e mi è ritornata alla mente la mia unica impresa alpinistica, proprio su quella via, nel lontano 1982. Guardando le vostre attrezzature (caschi, corde, ecc.) mi sono venuti i brividi ripensando al nulla, a parte gli scarponi, di cui eravamo dotati. Ero ospite a Selva di un gruppo di amici più anziani ed esperti rocciatori, che una sera proposero “Domani facciamo una gita sul Sassopiatto, facile”. Io, solo camminatore in Appennino (sono emiliano) e sporadicamente sulle Alpi, non mi posi alcun problema. Forse fu meglio così, senza sapere esattamente ciò che ci aspettava. Comunque, grazie forse all’allegra incoscenza dei miei 28 anni, andò tutto bene e mi presi anche i complimenti del “capo”, uno che aveva alle spalle dei sesto grado. Sta di fatto che dopo quell’esperienza, magnifica, mi ritenni soddisfatto e continuai, come faccio tuttora, a camminare su pendii un po’ meno ripidi. Grazie per l’ospitalità e complimenti ancora. Cordiali saluti
    Andrea

  2. Ciao Marco, in realtà la corda non è servita né serve, per cui puoi andare tranquillamente senza (qualche kilo in meno 😉 ). Buona escursione e grazie, Alberto.

  3. Ciao Alberto,
    ho letto il tuo resoconto sulla ferrata schuster.
    Poiche’ andrei da solo ad affrontarla, vorrei capire se la corda che vi siete portati dietro e’ stata poi utilizzata.
    grazie.
    Marco.

  4. ma sif semper dre andà a pericolà!
    l’idea di far portare la corda è da prendere in considerazione. ciao Mauro

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