berlusconi · deliri

Don Abbondio Cicchitto

Nella sua prolusione al Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana del 21 settembre, il cardinale presidente Bagnasco ha affermato “chi assume un mandato politico agisca con sobrietà, disciplina e onore“, richiamando implicitamente l’articolo 54 della nostra Costituzione:

    Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

    I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Naturalmente Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, si è affrettato a chiarire che “quella del cardinal Bagnasco è una riflessione di notevole finezza intellettuale, il riferimento all’Enciclica e il richiamo all’esigenza che, passata la crisi, si mantengano in economia gli elementi di mercato come quelli sociali e della sussidiarietà, sono il nocciolo molto condivisibile del suo intervento”.

Ma naturalmente sempre secondo Cicchitto il richiamo non è rivolto a Berlusconi, poiché “il cardinale ne parla sub specie aeternitatis“, e cioè senza accenni ad accadimenti contingenti.

Come don Abbondio, Cicchitto usa il latino per confondere!

E allora utilizzerò anche io il latino: “Excusatio non petita, accusatio manifesta“.

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