fotografie · montagne

Colori d’autunno a Bles

Sabato 24 ottobre con un gruppo di amici del CAI di Manerbio (BS) siamo andati alle Case di Bles, per la consueta festa di autunno.

Alle 9.00 ci ritroviamo all’Esselunga della Volta per la spesa: decisamente voluminosa negli alimentari, ma assolutamente spropositata nel numero di bottiglie di vino 😯 … e io sono pure astemio!

Partiamo quindi alla volta di Cané, in alta Val Camonica. Si prende la SS11 Padana Superiore, in direzione di Milano, e quindi la SS510 Sebina Orientale, che si lascia per la SS42 del Tonale fino al bivio per Vione, dal quale si sale a Cané dove si lasciano le auto (1.470m).

Una mulattiera sale verso la località Saline, con begli scorci sul gruppo dell’Adamello e sulla sua cima principale; diviene poi un sentiero che in un’ora e mezza porta alle Case di Bles (2.080m).

Le Case di Bles sono due malghe site nel territorio di Vione, in alta Val Camonica al confine con il Parco nazionale dello Stelvio, ristutturate (ma il termine giusto è radicalmente recuperate) anni fa grazie all’impegno dei soci della sezione manerbiese del CAI.

Presso la Nordpress Edizioni è disponibile il volume “Case di Bles – Passeggiate, escursioni e ascensioni tra la Val Grande e la Val di Cané“, di Walter Belotti, per conoscere la ristrutturazione delle Cascine di Bles, valorizzare le bellezze naturali e trasmettere amore e rispetto per le tradizioni della cultura locale.

Tutti si mettono al lavoro: chi raccoglie legna (Daniele, Ermanno), chi taglia i ceppi (Giacomo, Guido, Marco, Mauro, Stefano), chi pulisce la casa, sistema la spesa e comincia a preparare la cena (Daniela, Maria Teresa e Valentina), chi prepara la polenta (Silvio), chi coordina i lavori (Gigi, che l’indomani preparerà con Mauro la grigliata).

Io, con la scusa dell’epicondilite, posso gironzolare indisturbato … ed espletare così il mio faticoso ruolo di reporter ufficiale.

Dopo una lauta cena, innaffiata dal (troppo) vino, si tira tardi fino all’una, tra canti, castagne, altro vino, parole crociate, un po’ anche per ritardare l’ingresso nel sacco a pelo a 5°.

L’indomani mattina alcuni (gli sfaticati) partono per un escursione verso Cima Rovaia, mentre gli altri restano per preparare il pranzo (comprensivo di 3Kg di filetto di manzo, praticamente una strage).

Salendo verso Cima Rovaia si incontrano numerose trincee della Grande Guerra, con postazioni circolari di artiglieria uniche nel loro genere al fronte del Tonale, e un fabbricato adibito a museo.

Meraviglioso il panorama sulla Val Grande e sulle cime che la chiudono.

Ridiscendiamo rapidamente: il pranzo ci attende.

Dopo pranzo riordiniamo tutto, chiudiamo le case e torniamo verso Cané: il sole ormai basso regala un tramonto con i meravigliosi colori d’autunno.

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

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