fotografie · montagne

La “Scala Santa” del Nodice

Per quanto si possano percorrere in lungo e in largo le montagne dell’Alto Garda, c’è sempre qualche angolo poco conosciuto, ma molto affascinante.

Con l’escursione effettuata domenica 4 ottobre siamo andati appunto a scoprire uno di questi angoli affascinanti: le cime che sovrastano il paese di Pregàsina e la val Palaer.

Punto di partenza dell’itinerario è stata Pregàsina (m 532), una delle frazioni del comune di Riva del Garda.

In automobile bisogna raggiungere la cittadina al margine settentrionale del Lago di Garda e quindi, proseguendo verso nord dapprima in direzione di Arco e poi della Val di Ledro, si sale con alcuni tornanti per arrivare, dopo aver percorso una lunga galleria, nella Val di Ledro, in prossimità della località Biacesa.

Usciti dalla galleria si svolta a sinistra, scendendo per pochi chilometri lungo la vecchia strada del Ponale, e quindi a destra si sale a Pregàsina. Il parcheggio si trova nei pressi della chiesetta, nella parte alta del paese.

Dal parcheggio ci siamo portati alla soprastante chiesa di San Giorgio, tramite la stradina sterrata che aggira il cimitero e da qui abbiamo imboccato la mulattiera in direzione sud.

Al primo bivio, lasciata la mulattiera che prosegue diritta e pianeggiante, e che percorreremo con l’itinerario di ritorno, abbiamo deviato a destra imboccando una mulattiera cementata contrassegnata dal numero 422, che sale molto ripida nel bosco di pini e faggi e che successivamente diventa un sentiero, che prosegue a salire con minore pendenza.

Lungo la salita si possono vedere i “massi erratici”, blocchi di granito trasportati fin qui dal ghiacciaio che, scendendo dalle cime del Gruppo Adamello Presanella, arrivò ad occupare tutto il Lago di Garda formando, con la propria fronte, le colline moreniche che fasciano a sud l’intero lago.

Nel passato, il commercio di questi massi di granito ha costituito una delle fonti di sostentamento per gli abitanti di Pregàsina.

Al successivo bivio abbiamo proseguito ancora verso destra, imboccando il sentiero numero 429 che in poco tempo ci ha condotto alla “Tomba dei Caduti” ed al vicino bivacco “Baita del Gri”, testimonianze del fatto che anche questa zona è stata coinvolta nella Prima Guerra Mondiale.

Scesi leggermente al di sotto del bivacco (N.B.: il sentiero che parte sopra il bivacco ad un certo punto non è più percorribile in quanto completamente invaso dalla vegetazione) abbiamo proseguito lungo il sentiero che raggiunge un anfratto roccioso, al di sotto di una singolare guglia calcarea chiamata “Popò de Lè”.

Siamo quindi passati accanto a resti di ricoveri militari e quindi abbiamo raggiunto la “Scala Santa”.
E’ questo un tratto di sentiero costituito da gradini intagliati direttamente nella roccia calcarea.

Superata la scalinata abbiamo proseguito fino ad arrivare sulla cima del Nodice (859 m), un panettone roccioso.

La cima, pur essendo completamente ricoperta dalla vegetazione, ci ha offerto un vasto e bellissimo panorama. Verso ovest la Valle di Ledro, con l’omonimo lago e sullo sfondo la catena delle cime dal Blumone al Re di Castello. Verso nord Riva del Garda, con le montagne che la sovrastano: la Rocchetta Giochello, la Cima Sat, la Rocca e la Cima Capi. Ad est il monte Altissimo di Nago e la lunga catena del Monte Baldo.

Dal Nodice abbiamo proseguito lungo il sentiero militare che cinge la cima per scendere dalla parte opposta, direttamente verso la Bocca di Lè.
Dal passo, lasciato il sentiero 429 che scende verso Biacesa, abbiamo iniziato la lunga traversata, indicata con il numero 430, che tocca tutte le vette che circondano l’altopiano di Pregàsina: Cima al Bal (o Cima Nora), Cima Strussia, Cima della Nara (o Cima dei Coi – m 1376), Cima Guil.
Questa parte dell’itinerario percorre tutto il filo di cresta che unisce le cime, con alcuni passaggi su roccette da affrontare aiutandosi con le mani (brevi passaggi di I° grado) e che richiedono passo sicuro ed assenza di vertigini.

Una traversata divertente, che ha consentito ad alcuni partecipanti di effettuare il primo approccio con la roccia. Per la loro posizione strategica, tutto il filo delle creste è stato coinvolto durante la Prima Guerra Mondiale da eventi bellici e lungo il cammino si ha l’opportunità di incontrare innumerevoli resti di ricoveri, camminamenti, trinceramenti, tunnel oltre ad un piccolo villaggio.
Notevole è anche il panorama che accompagna l’intera traversata, con a est sempre ben visibile la lunga cresta del Monte Baldo ed il sottostante Lago di Garda.

A ovest ci fronteggia invece il Monte Carone, anch’esso testimone degli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale, dal quale ci divide la Valle di Sant’Antonio ed i bellissimi prati di Leano.
La traversata termina nei pressi dei prati di Guil.
Senza arrivare fino al Passo di Guil (lungo il confine tra le province di Brescia e Trento e crocevia di numerose escursioni nella zona) abbiamo seguito il sentiero 422 che scende verso sinistra per raggiungere il Passo Rocchetta (1159 m).

Qui abbiamo abbandonato il sentiero n 422, che torna sempre a Pregàsina ma con un itinerario in quota più lungo, per proseguire l’escursione lungo il sentiero 422b che in breve ci ha portati alla Malga Palaer e quindi, per la mulattiera di destra, alla Bocca dei Larici (881 m).

Dal passo, sempre proseguendo lungo il sentiero 422b, siamo scesi lungo la Val Palaer fino a ritornare al parcheggio di Pregàsina.

(Marco Frati)

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...