deliri

Logica inversa

La Procura di Milano ha accertato che, per sostenere il listino di Roberto Formigoni alle elezioni regionali lombarde del 2010, sono state presentate 800 firme false: ovvero, 800 nomi di persone che, a loro insaputa, sono state utilizzate per sostenere il listino.

E tutto ciò perché, a poche ore dalla scadenza per la presentazione del listino, sono stati inseriti i nomi di Nicole Minetti e del fisioterapista di Berlusconi (ma va?), e non c’era più il tempo materiale per raccogliere tutte le firme necessarie.

Sotto inchiesta per falso ideologico ci sono ora 10 consiglieri provinciali e regionali del PdL, che hanno autenticato, falsamente, le firme.

Naturalmente è già partito l’attacco preventivo alla Procura: è una perscuzione nei confronti di Formigoni, e indirettamente di Berlusconi, e un tentativo della Procura di ribaltare il risultato elettorale.

Oramai siamo ad una totale inversione della logica: non sono più i consiglieri a dover rispondere di un grave reato, e conseguentemente Formigoni a dover rispondere di un problema politico: sotto accusa rischia di finire il procuratore aggiunto che sta indagando.

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