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Al Rifugio Chierego di Monte Baldo

Ultimamente nei titoli di testa dei telegiornali ci sono state spesso notizie di slavine, con feriti o addirittura vittime.
E’ effettivamente un importante problema che si ripresenta praticamente ogni anno con l’arrivo della stagione invernale ed è naturale che qualche socio abbia telefonato preoccupato per sapere se la gita sociale veniva effettuata ugualmente e se c’erano pericoli (l’ultimo bollettino valanghe prima della gita indicava un pericolo di 4 in una scala da 1 a 5, equivalente ad un pericolo forte).

Andare in inverno in montagna comporta, in talune condizioni, il pericolo di causare o di essere travolti da valanghe. Ma non tutte le escursioni sono a rischio e ci sono itinerari che si possono considerare sicuri da questo punto di vista.
Come spiegato in un recente articolo pubblicato sulla rivista del CAI, il rischio di valanghe dipende da diversi fattori: condizioni meteorologiche, neve, terreno, comportamento di chi frequenta la montagna.
E’ chiaro che, per chi non è esperto, risulta difficile effettuare una valutazione corretta di queste variabili.
Difficile è per esempio conoscere l’andamento delle temperature nei giorni antecedenti la gita e durante le stesse giornate. Oppure capire la tipologia dei vari strati di neve e la loro consistenza. O ancora sapere se il terreno era bagnato o asciutto oppure se era caldo o freddo prima delle nevicate.
In linea generale, le valanghe per staccarsi hanno bisogno di tre condizioni:

  • Pendio con una pendenza elevata, maggiore di 28°;
  • Strato superficiale del manto nevoso che presenta neve con coesione;
  • Presenza all’interno del manto nevoso di un piano di slittamento e scarso legame tra lo strato superficiale e i sottostanti.

Però. Mentre il primo parametro risulta valutabile con una certa facilità (con un inclinometro, spesso integrato nella bussola, oppure utilizzando i due bastoncini che ci aiutano avendo solitamente una scala graduata, oppure ancora “ad occhio”), gli altri due parametri hanno bisogno di una certa conoscenza della neve.
Conviene quindi informarsi sulle condizioni della neve indicate nei bollettini valanghe e tenere presente che un itinerario può ritenersi sicuro se il pendio presenta pendenza inferiore ai 28° e si sviluppa lontano dai pendii ripidi.
La gita sociale proposta per il 21 febbraio (2010) è una di quelle che si possono ritenere sicure, tanto che viene considerata come “ripiego” quando i bollettini delle valanghe indicano pericolo elevato.

L’itinerario è stato scelto anche per questa sua caratteristica di sicurezza, tale da consentire la partecipazione senza problemi anche ad un numero elevato di partecipanti.
Alla gita sociale hanno partecipato 32 persone, con una netta maggioranza di ciaspolatori rispetto agli sciatori, questi ultimi solo quattro.
Un numero elevato di partecipanti che dimostra un interesse sempre maggiore per la frequentazione della montagna anche durante i mesi invernali, un tempo appannaggio solo di pochi sci alpinisti.
Negli ultimi anni, infatti, il numero di escursionisti “invernali” è aumentato considerevolmente grazie anche alla diffusione delle racchette da neve che consentono con facilità e costi contenuti stupende escursioni nella neve anche a chi non sa sciare.
La meta dell’escursione era il Rifugio Giovanni Chierego, posizionato a 1911 m di quota sul filo di cresta della Costabella, ovvero il dosso erboso che costituisce la parte terminale a sud della lunghissima catena del Monte Baldo.

L’escursione è iniziata da Prada, piccola località posizionata a circa 1000 metri di quota, lungo il versante ovest del Baldo, raggiungibile da Affi e quindi da San Zeno della Montagna. L’itinerario si svolge prevalentemente lungo le vecchie piste da sci servite da una seggiovia che, in due tronconi, arriva al Rifugio Fiori del Baldo. Gli impianti di risalita, ultimamente sono funzionanti solo nei mesi estivi.

Il primo tratto della salita si svolge all’interno del bosco che però termina presto, lasciando il posto a pendii aperti. Inizia così la parte panoramica della salita, con il lago di Garda sempre alle nostre spalle.
La giornata è bellissima, nessuna nuvola in cielo ed il sole è abbastanza caldo.
Inoltre la neve abbondante consente fin da subito di partire con gli sci e ciaspole ai piedi, anche se risulta piuttosto dura in quanto le precedenti perturbazioni hanno portato, nella parte bassa dell’itinerario, pioggia anziché neve.
La salita non è mai difficoltosa ed il panorama è sempre bellissimo verso il lago di Garda, del quale si riconoscono tutte le principali località: Sirmione con la sua penisola, i golfi di Manerba e di Salò, l’Isola di Garda e l’Isola dei Conigli, la penisola di Toscolano e la costa fino a Campione, le montagne bresciane dal Pizzoccolo fino all’altopiano di Tremosine.
Raggiunta la fine del primo troncone della seggiovia la nostra meta è perfettamente visibile. Da qui in poi l’itinerario si svolge lungo l’ampio pendio occidentale della Costabella, un poco più ripido rispetto al tratto precedentemente percorso.
La giornata è ancora molto bella ma un forte vento, abbastanza freddo, ci accompagna durante questo tratto di salita. Dopo poco più di due ore e dopo aver risalito 900 metri di dislivello arriviamo al rifugio Chierego, aperto anche in pieno inverno nel fine settimana.

Il rifugio è situato in uno dei punti più panoramici della cresta del Monte Baldo, sulla cresta spartiacque tra il Lago di Garda e la valle dell’Adige.

Amplissimo il panorama, che oltre al lago di Garda, permette di vedere praticamente tutte le montagne “bresciane”, dal Guglielmo alla Presolana, dal Blumone al Redicastello, dal Carè Alto alla Presanella.

Nelle giornate limpide consente anche di vedere il Monte Rosa, il Monviso, gli Appennini e la pianura padana fino alla laguna di Venezia.
Alcuni partecipanti, con un ultimo sforzo, sono arrivati anche sulla cima di Costabella, a 2053 m di quota, da dove il panorama si apre anche verso nord,
verso la Punta Telegrafo del Baldo e, in lontananza, verso le Dolomiti di Brenta.

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

(Marco Frati)

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One thought on “Al Rifugio Chierego di Monte Baldo

  1. Al rifugio è istallata una stazione meteo che trovate a questo indirizzo :www.dcntecnology.org e una webcam che trovate a questo indirizzo: baldo.meteopassione.com/webcam.jpg ritengo utile segnalarvelo per tenere sotto controllo questa spettacolare montagna e questa spettacolare vista del lago di Garda

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