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Dall’Ospizio all’Ostello

Nonostante il titolo lo faccia supporre, non abbiamo percorso il “Cammin di nostra vita” al contrario bensì, durante una vacanza che abbiamo organizzato con alcuni amici, ci siamo trovati a dover alloggiare prima all’Ospizio del Bernina e successivamente all’Ostello di St. Moritz. Il bizzarro accostamento dei due luoghi ha dato il via al tormentone che ci ha accompagnati per quattro giorni trascorsi alla scoperta dell’Engadina.

L’Ospizio del Bernina, lungi dall’essere un ricovero per la terza età, è un albergo posto a m 2300 s.l.m. sull’omonimo passo. Da 130 anni ospita i viaggiatori che transitano attraverso questo valico di comunicazione tra Italia e Svizzera e si può dire che sia un pezzo di storia delle Alpi Retiche. Le stanze sono comode e la sala da pranzo, con le pareti in legno chiaro, è decorata con vecchie foto e disegni che ritraggono il traffico di carri e carovane che nel tempo hanno percorso questo tragitto.

Partiti da Brescia alle 6.30 di sabato 12 Febbraio, abbiamo percorso prima la Val Camonica e poi il Passo di Aprica; da Tirano in poi, attraverso la Val di Poschiavo, ci ha accompagnato il famoso Treno Rosso del Bernina fino al Passo del Bernina ed al nostro albergo, anzi Ospizio.

(L’Ospizio del Bernina)

Depositato i bagagli siamo partiti per una breve escursione approfittando della splendida giornata di sole; attraversato i binari della ferrovia con ciaspole e sci ai piedi siamo stati salutati calorosamente dai passeggeri del treno in sosta, probabilmente perché gli abbiamo offerto uno spettacolo curioso.

L’attraversamento del lago Bianco mi ha messo un po’ in apprensione e personalmente l’ho affrontato a tutta velocità; non vedevo l’ora di arrivare dall’altra parte.

Ci siamo diretti verso il Sassal Mason (m 3031), un possente torrione roccioso che si innalza proprio di fronte all’Ospizio. Nessuna difficoltà fino al ripiano superiore al ghiacciaietto del Sassal Mason, poi la forte pendenza e la neve molto dura ci hanno fatto desistere dal raggiungere la depressione nello spartiacque situata a m 2900, dalla quale si raggiunge la vetta percorrendo una sottile cresta. Solo il nostro unico scialpinista ha raggiunto la cresta, mentre noi ciaspolatori ci siamo limitati ad ammirare da sotto le spettacolari cornici che si sviluppano sulla sottile cresta finale.

(sulla cresta ovest del Sassal Mason, veduta verso il passo del Bernina
con il lago Bianco in primo piano)

Di ritorno abbiamo fatto una ricognizione a Pontresina, cittadina Engadinese con un piccolo centro storico attorniato da edifici moderni con negozi eleganti e hotels ricercati.

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

Il mattino della domenica il tempo non era più così favorevole, nuvole e nebbia nascondevano le cime circostanti ma non ci siamo fatti scoraggiare e, dal parcheggio della funivia del Piz Lagalb, ci siamo incamminati per raggiungere la vetta di Piz Alv (m 2974).

Dal parcheggio siamo entrati nella Val Minor, con un traverso lungo la base del Piz Alv ci siamo portati sotto le rocce e, risalito un vallone molto ripido nella prima parte, ci siamo trovati nella piccola conca di Plaud Verd.

(verso il Plaud Verd con il gruppo dei Palù sullo sfondo)

Da qui abbiamo raggiunto la sella posta sulla cresta tra il Piz Alv ed il Piz Minor ed infine, oramai immersi nella nebbia, abbiamo superato l’ultimo tratto di crinale fino alla vetta. Le condizioni del tempo ci hanno permesso di vedere saltuariamente e solo in parte le cime circostanti, mentre in una bella giornata lungo tutto il percorso avremmo potuto ammirare meravigliosi panorami sui ghiacciai del Bernina.

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

Di ritorno dall’escursione noi “manerbiesi”, che non festeggiamo San Faustino, ce ne siamo tornati a casa con grande afflizione mentre i “bresciani” hanno proseguito giulivamente verso l’ostello a St. Moritz.

(Daniela Brusinelli)

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