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Nella bocca del ghiacciaio

Martedì 15 febbraio è un giorno lavorativo per tutti tranne che per noi bresciani, essendo il giorno di san Faustino, patrono della città.

Siamo 6 amici del CAI di Manerbio, e già da 3 giorni ci troviamo in Engadina, prima ospiti dell’Ospizio del Bernina, con altri 4 amici (vedi Dall’Ospizio all’Ostello), e ora a St. Moritz, ospiti dello Jugendherberge St.Moritz, che tradotto in italiano sarebbe l’Ostello della Gioventù (peraltro bellissimo), cosa che fa anche un po’ ridere viste le nostre età.

Oggi è prevista un’escursione sul Ghiacciaio del Morteratsch (Morteratschgletscher), il più grande ghiacciaio del Massiccio del Bernina.

Da St. Moritz in 15 minuti raggiungiamo la stazione Morteratsch, sulla linea ferroviaria del Bernina Express, dove lasciamo le auto.

La giornata non è proprio bellissima, con cielo in parte coperto, e fa anche freschino. Le nubi coprono la vista delle cime circostanti e del ghiacciaio.
Inforchiamo sci e ciaspole e seguiamo il percorso per escursionisti, “svizzeramente” separato dall’adiacente percorso per sci di fondo.

Percorriamo la valle, incontrando in successione cartelli che indicano dove arrivava il ghiacciaio nel tempo: 1878, 1900, 1920, e così via fino a 2000. Fa impressione constatare che in poco più di un secolo il ghiacciaio si è ritirato di oltre 2 chilometri!

Proseguiamo fino ad arrivare alla lingua glaciale, nel cui interno si apre una vera e propria grotta di ghiaccio azzurro. Con attenzione entriamo nella grotta: davvero inquietante!

Il tempo peggiora progressivamente. Decidiamo di risalire il ghiacciaio, fino a quando si alza la nebbia e comincia a nevicare, sempre più intensamente.

Meglio fare rientro, e andare a rifocillarsi al caldo e all’asciutto dell’Hotel Restaurant Morteratsch, presso la stazione ferroviaria.

Ripartiamo per Brescia, percorrendo a ritroso l’itinerario dell’andata.

Valicando il Passo del Bernina veniamo colti da una vera e propria tormenta di neve: molto spettacolare, ma … per fortuna che abbiamo i pneumatici da neve!

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

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3 thoughts on “Nella bocca del ghiacciaio

  1. Ciao Myrò, io uso ciaspole TSL 325 e senza troppi problemi vado a mettermi nei guai anche in posti tipici da scialpinisti: Cevedale, Sasso Piatto, Serodoli, Col Becchei etc. Quindi, vai tranquilla! Grazie come sempre per i tuoi commenti, Alberto.

  2. Davvero belle immagini, come al solito, che poi con questo caldo è un piacere ancora più grande guardare. I colori della grotta sono stupendi, mi ricordano il mare.
    Posso chiedere che tipo di ciaspole usi?
    Io non uso sci, e d’inverno non vado mai a certe quote perché ho sempre pensato che con le ciaspole non sia possibile; poi leggo questi resoconti e ròsico… :-))

  3. Belle foto e bel giro! Io ero negli stessi giorni (dal 15 al 19 febbraio)tra Sils e la Val Roseg arrivando sotto il Bernina con gli sci di fondo. Ormai l’Engadina è la mia montagna

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