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Arte del trecento ad Assisi

La città di Assisi (sito istituzionale) è indissolubilmente legata alla figura di San Francesco, che qui nacque, visse e morì, e al suo ricordo custodito nella Basilica di San Francesco.

    Chiunque salga sul colle della città serafica non può sfuggire a una suggestione indescrivibile, misteriosa, impalpabile, del tutto diversa dalla bellezza della Valle Umbra.

    (Lina Duff-Gordon, “The Story of Assisi“, 1900)


Dopo aver studiato, durante il corso di storia dell’arte dell’AAB, i cicli di affreschi dipinti da Giotto (?), Simone Martini, Pietro Lorenzetti e Cimabue, custoditi nella Basilica, non abbiamo resistito al desiderio di vederli dal vivo!

Sabato 30 ottobre siamo partiti alla volta di Assisi, dirigendoci (A4) verso Verona, proseguendo poi (A22) per Modena, (A1), Bologna e quindi (A14) Cesena, dove ci immettiamo sulla “famigerata” (SS3bis) statale Cesena-Perugia: pittoresca, ma non esattamente comoda.
Proseguiamo poi per Assisi, andando direttamente all’Agriturismo Mariottini, che ci ospiterà per due notti, per scaricare i bagagli: l’appartamento è bello e accogliente, e i gestori sono molto gentili ed ospitali. Ci pare di capire di essere gli unici ospiti, daltronde è fine ottobre!

30.10.2010: Basilica di San Francesco, Piazza del Comune

Verso le 14:00 siamo finalmente in centro, e iniziamo ovviamente la visita dalla Basilica di San Francesco.

Un grandioso complesso, tra i maggiori templi della cristianità, formato dalla sovrapposizione di due chiese che individuano due differenti fasi costruttive: la Chiesa Inferiore, di aspetto romanico umbro, e la Chiesa Superiore, di aspetto gotico francese.

Visitiamo la Chiesa Inferiore, con il mirabile ciclo di affreschi “Vita di San Martino” di Simone Martini, la grandiosa composizione “Madonna in trono con angeli e San Francesco” di Cimabue, l’affresco “Madonna e santi” e il ciclo di affreschi “Passione di Cristo” di Pietro Lorenzetti, un coro ligneo intagliato e intarsiato del 1471.

Dalla Chiesa Inferiore si può scendere nella cripta, dove si trova il sepolcro di San Francesco.

Passiamo quindi alla visita della Chiesa Superiore, con il grandioso ciclo di affreschi di Cimabue (Crocifissione, Scene dell’Apocalisse, Storie di San Pietro) purtroppo deperito nel colore, e il celeberrimo ciclo di affreschi “Storie di San Francesco” attribuito a Giotto (questione giottesca), che ci lascia emozionati e a bocca aperta! Vi si trova anche un coro ligneo intagliato e intarsiato di Domenico Indivini (1491-1501).

Durante la visita si sussegue una litania di “schhh silenzio” e “no foto” 😉

Percorrendo la via San Francesco, tra case medievali e palazzi seicenteschi, ci spostiamo quindi in Piazza del Comune, centro della città, sulla quale si affacciano il Palazzo dei Priori, eretto nel 1337 in stile gotico ma fortemente rimaneggiato, il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo con la Torre del Popolo, falsato da un intervento del ‘900, e il Tempio di Minerva, edificio del I sec. trasformato in chiesa nel 1539.

****

Per cena ci spostiamo a Bettona, borgo di aspetto medievale inserito tra i Borghi più belli d’Italia, andando all’Osteria dell’Oca, consigliataci dal gestore dell’agriturismo: ottima scelta!

31.10.2010: Cattedrale di San Rufino, Basilica di Santa Chiara, Rocca Maggiore, Eremo delle Carceri

Il mattino di domenica ce la prendiamo con calma, facendo colazione in cucina con i dolcetti (ottimi) che troviamo fuori dalla porta.

La giornata è nuvolosa ma non piove: ci dirigiamo in città, per iniziare la visita da San Rufino, Cattedrale romanica del 1140-1253 con maestosa e austera facciata. Adiacente alla navata destra e nella cripta si trova l’interessante Museo della Cattedrale.

Saliamo quindi alla Rocca Maggiore, fortezza medievale fatta ricostriure nel 1365 dal cardinale Egidio Albornoz su precedente impianto del XII sec., su di un picco roccioso che domina Assisi e la Valle Umbra.

Ridiscendiamo per dirigerci in Piazza Santa Chiara, con bel panorama sulla valle, e visitare la Basilica di Santa Chiara, eretta in forme gotiche con sobria facciata e con severo interno.

Vi si trovano il ciclo di affreschi “Santa Chiara e storie della sua vita“, del c.d. maestro di Santa Chiara, e il “Crocifisso di San Damiano” del sec. XII che, secondo la tradizione, parlò a San Francesco. Nella cripta è custodito il corpo della santa.

Recuperiamo l’auto e andiamo verso l’Eremo delle Carceri, luogo di ritiro di San Francesco e dei primi compagni poi trasformato in piccolo convento, immerso in una fitta selva di lecci e querce alle pendici del monte Subasio. Mistico è il luogo, e suggestiva la passeggiata nel bosco, con grotte di eremiti.

Per cena ci spostiamo a Spello, borgo medievale che si allunga su uno sperone del monte Subasio, serbando memorie romane, anch’esso inserito tra i Borghi più belli d’Italia; nella Collegiata di Santa Maria Maggiore si trova la Cappella Baglioni, con meraviglioso ciclo di affreschi del Pinturicchio.

Giriamo a vuoto per più di un’ora, con tutti i ristoranti pieni: alla fine, stanchi ed affamati, ci infiliamo nel Ristorante-Enoteca Drinking Wine.

1.11.2010: Chiesa di san Damiano, Basilica di Santa Maria degli Angeli

Il mattino di lunedì si presenta nuvoloso, per cui ce la prendiamo ancora con calma, facendo colazione in cucina.

Ci dirigiamo verso la città, per visitare la Chiesa di San Damiano, fuori dalla cinta muraria, semplice organismo conventuale dove, secondo la tradizione, il Crocifisso parlò a San Francesco, e dove si insediarono Santa Chiara e le sue compagne.

Lasciamo la città per dirigerci nella piana, dove sorge la Basilica di Santa Maria degli Angeli, uno dei maggiori santuari d’Italia, che sorge nel luogo in cui San Francesco fondò l’ordine, dimorò di frequente e morì.
Sotto la cupola si trova la Cappella della Porziuncola, semplice oratorio del sec. X-XI, mentre nel presbiterio è la Cappella del Transito, la cella dove Francesco mori nel 1226.

    Frate Francesco, quanto d’aere abbraccia
    questa cupola bella del Vignola,
    dove incrociando a l’agonia le braccia
    nudo giacesti sulla terra sola!

    (Giosuè Carducci, “Rime Nuove“, XV, 1861-67)

Ma ormai è ora di tornare: verso le 16:00 ripartiamo alla volta di Brescia, che raggiungiamo in serata.

Le fotografie della visita sono raccolte nel:

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