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Arte romanica e gotica a Lucca e Pisa

Lucca e Pisa sono due città toscane, autentici gioielli dell’arte italiana medievale, tra romanico e gotico.

Chiusa entro la sua cinta di mura rosse, Lucca serba gelosamente l’immagine di duratura città stato, dall’intatto tessuto antico.

Come uno scrigno, Pisa conserva il Campo dei Miracoli, capolavoro architettonico e urbanistico del romanico.

Venerdì 10 febbraio siamo partiti nel primo pomeriggio alla volta di Lucca, dirigendoci (A21) verso Fiorenzuola d’Arda, proseguendo poi (A1) per Parma, e quindi (A5) per La Spezia; ci dirigiamo quindi (A12) per Viareggio dove ci immettiamo sul raccordo (A11) per Lucca, dove arriviamo in serata, ospiti dell’Hotel Bernardino ben collocato vicino alle mura della città.

Per cena andiamo al Ristorante Gli Orti di via Elisa, con ottimi piatti della tradizione lucchese. Fa freddo e non abbiamo voglia di girare, per cui decidiamo di infilarci in un cinema e vedere un film.

11.02.2005: Visita di Lucca

Sabato ci svegliamo presto con una bellissima giornata di sole, anche se fa freddino; d’altronde è inizio febbraio. La giornata è dedicata alla visita di Lucca.

Ci dirigiamo subito in Piazza dell’Anfiteatro, suggestiva e pittoresca piazza, edificata sui resti dell’antico anfiteatro romano del II secolo, che ne caratterizza la forma ellittica chiusa. Sulla piazza si aprono molti negozi e all’interno di alcuni di essi sono tuttora visibili le strutture di epoca repubblicana.


L’accesso alla piazza è possibile tramite quattro porte a volta, una delle quali ricalca esattamente uno degli originari accessi all’anfiteatro. Lo spettacolo è tale che, anche se fa freddo, ci beviamo un caffè in un bar all’aperto per goderci la vista!
Percorriamo la via dell’Anfiteatro, tutta attorno alla piazza, dove sono ancora visibili resti degli archi che sostenevano parte della cavea.

Arriviamo quindi in piazza san Frediano dove si trova l’omonima Basilica di San Frediano. Si tratta di una delle più antiche chiese della città, edificata nel 1112-47 su un preesistente edificio religioso risalente al VI secolo, in stile romanico lucchese a tre navate. Nella parte superiore della facciata si trova un bel mosaico del sec. XIII rappresentante l’Ascensione di Gesù.

Nell’interno, a tre navate, si trovano la cappella della famiglia Trenta, con alcune lastre tombali e un polittico marmoreo di Jacopo della Quercia (1422), e la Cappella di S. Agostino, decorata nei primi anni del ‘500 da Amico Aspertini con temi evangelici, episodi della vita di Sant’Agostino e soggetti della storia ecclesiastica locale.

La Chiesa di San Michele in Foro, uno degli esempi più tipici di architettura pisano-lucchese, iniziata nel 1143, si trova in Piazza San Michele, corrispondente al foro dell’antica città romana. La facciata è ornata con quattro ordini di logge sormontata da una grande statua in marmo dell’arcangelo Michele.

L’interno è a tre navate, con transetto e abside semicircolare. Vi si trovano la “Madonna con Bambino” in terracotta smaltata di Andrea della Robbia, la “Pala Magrini” di Filippino Lippi rappresentante i santi Girolamo, Sebastiano, Rocco ed Elena.

In Piazza Sant’Alessandro ammiriamo la Chiesa di Sant’Alessandro Maggiore, prototipo dell’architettura romanica lucchese, ricostruita alla metà del sec. XI. Di impianto basilicale a tre navate, è caratterizzata dal disegno della facciata di grande rigore e calibrate proporzioni.

In Piazza San Giovanni si la Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, il cui impianto risale al sec. XII ma la facciata denuncia le modifiche tardo cinquecentesche. L’interno è a tre navate su antiche colonne dai capitelli romanici.

Ed eccoci finalmente in piazza San Martino, dove si trova la Cattedrale di San Martino, Duomo di Lucca. Principale edificio religioso della città, è stato eretto in forme romaniche nel sec. XI-XII, rifatto all’interno nel sec. XIV-XV.

L’interno, di eleganti forme gotiche, conserva opere tra gli altri di Nicola Pisano (Lunetta della deposizione), Tintoretto e Ghirlandaio (Madonna in trono col Bambino e santi), ma soprattutto il celeberrimo monumento funebre di Ilaria del Carretto di Jacopo della Quercia.

Concludiamo la visita della città con il giro delle mura, erette dal 1504 al 1645 ed intatte, tra le opere militari più significative di tutta la Toscana.

Per cena torniamo al Ristorante Gli Orti di via Elisa, senza pentircene 🙂

12.02.2005: Visita di Pisa

Domenica è un’altra bellissima, e fredda, giornata di sole; la dedichiamo alla visita di Pisa, verso cui ci dirigiamo di prima mattina.

Attraversiamo le mura della città e appare, meraviglioso ed emozionante, il Campo dei Miracoli (Piazza del Duomo), la piazza che accoglie i più alti esempi dell’arte romanica pisana. Sull’ampia distesa erbosa si ergono il Battistero, il Duomo, il Camposanto e il Campanile, edificati in tempi successivi ma che presentano una tale omogeneità cromatica e stilistica da renderli un unicum architettonico.

Il Battistero è un maestoso edificio romanico in marmo bianco, a pianta circolare con cupola piramidale, cinto da arcature e loggette con coronamenti gotici. Iniziato nel 1152, fu continuato nel sec. XIII da Nicola e Giovanni Pisano e concluso nel sec. XIV. Nell’interno si trovano una fonte battesimale ottagonale del 1246 e un pulpito sostenuto da colonne su leoni stilofori, capolavoro di Nicola Pisano.

Il Duomo, massimo monumento dell’architettura romanico-pisana, fu iniziato nel 1064 e completato nel sec. XII. La fronte è coronata da quattro ordini di loggette, ornate da sculture e tarsie di marmi policromi. Nell’interno, a cinque navate conm paramento a bande bianche e nere, sono ospitate varie opere, tra le quali il pergamo marmoreo, complesso capolavoro di Giovanni Pisano.

Il Campanile, o Torre pendente, simbolo della città, iniziato nel 1173 e compiuto nella seconda metà del ‘300, è una delle più famose torri al mondo per l’eleganza dell’architettura di marmo bianco ma anche per la peculiare situazione statica. Non rinunciamo alla fotografia di rito nel tentativo di sostenere la torre, ne alla salita sulla sommità, invero un po’ inquietante, da cui si gode un magnifico panorama sul Campo e sulla città.

Il Camposanto è una costruzione rettangolare ad arcate cieche, iniziata nel 1277, che cinge con una galleria interna il prato dell’antico cimitero.
Ospita un’importante raccolta di sarcofagi romani e vari affreschi, tra i quali il ciclo del Trionfo della Morte di Buonamico Buffalmacco.

Il lato meridionale della piazza è chiusa dalla struttura dell’antico Spedale di Santa Chiara, che oggi ospita l’interessantissimo Museo delle Sinopie.

Ancora emozionati per la meraviglia, lasciamo il Campo per andare in Piazza dei Cavalieri, antico centro della città repubblicana, su cui prospettano il Palazzo dei Cavalieri o Palazzo della Carovana, oggi sede della Scuola Normale Superiore, e il Palazzo dell’Orologio.

Percorriamo Lungarno Pacinotti, con bella vista sull’opposta sponda dell’Arno, e raggiungiamo la Chiesa di S. Maria della Spina, vero gioiello d’arte romanico-gotica nelle sue attuali forme risalenti al 1323.

Facciamo un ultimo giro per il Campo dei Miracoli, sotto una luce molto particolare per il sole ormai basso.

Ma ormai è ora di tornare: verso le 17:30 ripartiamo alla volta di Brescia, che raggiungiamo in tarda serata.

Le fotografie della visita sono raccolte nel:

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