arte · brescia

Iniziativa di Massimo Minini sull’AAB

Seppur nutrendo grande rispetto, non ho mai amato particolarmente l’AAB, l’Associazione Artisti Bresciani, che raduna e rappresenta le istanze degli artisti locali, dà fiato ai loro sogni, ne espone le opere, a volte li illude di poter così accedere al mercato, all’arte, alla spartizione della torta.

L’AAB è comunque un pezzo della nostra storia, un piccolo monumento del dopoguerra, quando le arti visive diventano popolari, quando a Brescia si affermano Garosio, Decca, Bergomi, Stagnoli, Repossi, Coccoli, Marpicati, Cenedella, Lusetti…

Per questo l’AAB non deve chiudere, l’AAB siamo noi, con i nostri difetti, l’AAB è indifesa, come Vasco Frati suo Presidente.

Il committente dell’arte oggi non è più il Duca, o la Chiesa, forse nemmeno la grande borghesia.

Piccola e media borghesia capiscono che un dipinto alla parete non solo orna ma proietta il proprietario in un empireo cui solo l’arte può far accedere.

Con un corollario importante: l’arte è diventata una merce. Lo era già, lo è sempre stata, ma nel dopoguerra il mercato esplode, le aste impazzano. Si intravvede la possibilità di acquistare un’ opera come bene rifugio per rivenderla dopo un po’.

E così l’AAB svolge questa funzione in città, e porterà mostre anche di rilievo, dal Sironi degli anni 50 a “Creatività come risposta” nei settanta dopo la strage, a Lucio Fontana recentemente.

E sotto la lunga direzione di Frati, pur relegata in una piccola stanza (onorata da affreschi di Romanino….) l’AAB si è posta anche come sala per incontri, dibattiti sulla cultura: insomma una associazione che non deve morire.

Ma oggi il Municipio taglia i fondi. Non ci son soldi. Quei pochi a volte vengono persi per sviste (Artematica…)

Ho deciso di aprire oggi un conto su una banca: ci metto mille euro miei. Luciano Salodini e Tino Bino, interpellati hanno già promesso di versare a loro volta.

Detto fra noi gli artisti soci dell’AAB sono 300. Se ognuno mettesse 100 euro il problema sarebbe risolto alla radice.

In fondo, cari pittori, l’AAB è vostra! Volete tenervela? Le volete bene? Vi serve? Forza! un piccolo gesto nel vostro interesse; versate almeno 100 euro e il gioco è fatto. Poi ci daremo da fare per trovare sponsor generosi, ma i primi a dare l’esempio dovete essere voi, dichiarando con i fatti e non solo a parole che volete tenere in vita l’AAB.

E se andate in Consiglio Comunale (con le buone maniere, niente piazzate) sono sicuro che anche il Sindaco, l’Assessore e gli altri non solo vi daranno qualcosa di tasca loro, ma si impegneranno per trovarne altri.

Intanto ho aperto oggi il Conto Corrente 5563 su Intesa San Paolo via 4 novembre n.5 (Piazza Vittoria) IBAN IT50 D030 6911 2301 0000 0005 563.

Il conto resterà aperto un mese, tutto quanto ricevuto sarà versato all’AAB sperando che basti a non farla chiudere. Forse sarà sufficiente; resta il problema di come finanziare l’attività futura.

L’invito a versare vale naturalmente per tutti i lettori, non solo per gli artisti soci dell’AAB. Voglio vedere se con i fatti e non solo a parole riusciamo a vincere questa piccola battaglia.

Massimo Minini

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