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Capodanno in Cadore

Le Dolomiti, anche dette Monti pallidi, sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, compresi tra le province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone, caratterizzate da una prevalente presenza di roccia dolomitica.

Si tratta di un tipo di roccia carbonatica la cui genesi inizia attraverso accumuli di conchiglie, coralli e alghe calcaree in ambiente marino e tropicale, in zone molto diverse dall’attuale locazione delle Dolomiti, dove esistevano mari caldi e poco profondi. Sul fondo di questi mari si accumularono centinaia di metri di sedimento che, sotto il loro stesso peso, si trasformarono in roccia.

Successivamente, lo scontro tra la placca europea e la placca africana fece emergere queste rocce innalzandole oltre 3000 m sopra il livello del mare.

Il paesaggio attuale è spigoloso e ricco di dislivelli.

Il 26 giugno 2009 il World Heritage Committee ha incluso le Dolomiti nell’elenco dei patrimoni naturali, come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Approfittando delle vacanze natalizie, un “minigruppo” di 5 soci della nostra sottosezione del CAI (Daniela, Marco, Maria Teresa, Monica e il sottoscritto) è andato alla scoperta di alcuni dei gruppi dolomitici, in particolare le Dolomiti di Zoldo e le Dolomiti Ampezzane, nella loro meravigliosa versione invernale.

Punto d’appoggio per la minivacanza di quattro giorni, dal 29 dicembre al 1° gennaio, è stato il Rifugio Aquileia, posizionato a 1.583m di quota nella frazione Peronaz di Selva di Cadore (BL), in Val Fiorentina.

Sabato 29 dicembre alle 6 ci mettiamo in marcia per raggiungere la Val Fiorentina: l’itinerario più semplice per raggiungerla prevede di passare mediante la A4 superando Padova, proseguendo lungo la A27 per Belluno, quindi per la SS51 fino a Longarone. Da qui si prosegue con la SS251 fino alla frazione Pescuol di Selva di Cadore. Oltre 300 km per almeno 3 ore e mezza!

29.12.2012: Col de la Puina (2.254m)

Il tempo di depositare in camera quanto non necessario, e alle 10 siamo già pronti per la prima escursione. Meta il Col de la Puina (2.254m), nel Gruppo del Pelmo, sezione delle Dolomiti settentrionali di Zoldo.

Torniamo verso Passo Staulanza e ci fermiamo poco dopo il primo tornante, all’altezza del bivio per il Rifugio Città di Fiume (1.660m). Qui verso le 11 ci raggiungono Franco con gli amici Patrizia e Antonio.

In un’oretta siamo al Rifugio Città di Fiume (1.917m), che superiamo risalendo a zig-zag i pendii soprastanti il rifugio, spostandoci verso sinistra e rimontando sulla larga dorsale che scende dalla cima.

Seguiamo la ripida dorsale che, restringendosi, obbliga ad effettuare numerosi zig-zag, fino a raggiungere l’anticima.

Da qui per un’affilata cresta verso le 14 raggiungiamo la cima del Col de la Puina (2.254m), con meravigliosi panorami su Civetta, Lastoni di Formin, Croda da Lago, Cristallo, Sorapis, Antelao … e soprattutto sul vicinissimo e incombente Pelmo.

Dalla vetta ripercorriamo a ritroso l’itinerario dell’andata, raggiungendo per le 15:45 il rifugio Fiume, dove sostiamo a goderci il sole prima di fare ritorno al nostro rifugio.

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

La traccia GPS dell’escursione è disponibile su:

Sintesi dell’escursione:

Escursione: Col de la Puina (2.254m)
Class. SOIUSA: Gruppo del Pelmo, Dolomiti Settentrionali di Zoldo
Itinerario: Parcheggio Rifugio Città di Fiume (1.663m), [467] Malga Fiorentina (1.792m), [467] Rifugio Città di Fiume (1.918m), [467] Bivio quota 1.970 (1.970m), [tracce] Col de la Puina (2.254m), [tracce] Bivio quota 1.970 (1.970m), [467] Rifugio Città di Fiume (1.918m), [467] Malga Fiorentina (1.792m), [467] Parcheggio Rifugio Città di Fiume (1.663 m)
Traccia GPS: [wandermap] Col de la Puina
Loc. partenza: [Google Maps] Parcheggio Rifugio Città di Fiume (1.663 m) (BL)
Loc. arrivo: [Google Maps] Parcheggio Rifugio Città di Fiume (1.663 m) (BL)
Tipologia: traccia su neve
Difficoltà: MS/MC (T fino a Rifugio Città di Fiume)
Attrezzatura: Sci/ciaspole, arva-pala-sonda
Alt. minima: 1.633 m Alt. massima: 2.254 m
Disl. salita: 570 m Disl. discesa: 570 m
Sviluppo: 6,3 km Tempo movim.: n.d.
Orario inizio: 29/12/2012, n.d. Orario fine: 29/12/2012, n.d.
Tempo salita: n.d. Tempo discesa: n.d.
Vel. salita: n.d. Vel. discesa: n.d.

30.12.2012: Cima Sief (2.424m)

Domenica 30 dicembre è una bellissima (e fredda) giornata di sole: decidiamo di salire su Cima Sief (2.424m), una vetta nelle Dolomiti Orientali di Badia proprio di fronte al Col di Lana, teatro di aspri combattimenti nel corso della prima guerra mondiale che hanno causato circa 8.000 morti, da cui il soprannome “Col di Sangue”.

Prendiamo la SS251 fino a Selva di Cadore, quindi la SS203 fino a Cernadoi e poi la “mitica” SS48 Delle Dolomiti fin quasi a Livinallongo del Col di Lana, dove giriamo a destra oltrepassando Corte fino al bivio per Sief (1.690m) dove verso le 10:30 lasciamo l’auto.

Percorriamo la strada per Sief fino all’inizio del borgo, imboccando quindi, sulla sinistra, un valloncello che passa tra le fasce rocciose del versante sud. Di fronte a noi la Catena del Padon con La Mesola, dietro la quale svetta la Marmolada con il suo ghiacciaio.

Con qualche zig-zag saliamo a raggiungere la dorsale ovest di Cima Sief in prossimità del Col de la Roda (1.970m); l’orizzonte si ampia, con belle viste anche sul gruppo del Sella.

Risaliamo verso est i pendii dell’ampia dorsale puntando direttamente alla cima, ormai ben visibile; verso le 13:30 siamo finalmente in vetta a Cima Sief (2.424m).

Dalla vetta il panorama è amplissimo e meraviglioso: La Civetta, in lontananza le Pale di San Martino, quindi La Marmolada, il Sella, la Varella, i Lagazuoi, le Tofane, il Cristallo, il Sorapiss, l’Antelao, il Pelmo.

E’ ora di tornare, anche se il sole e l’assenza di vento invitano a godere ancora un po’ della giornata. Alle 15:45 siamo nuovamente all’auto, per poi rientrare al nostro rifugio.

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

La traccia GPS dell’escursione è disponibile su:

Sintesi dell’escursione:

Escursione: Cima Sief (2.424m)
Class. SOIUSA: Gruppo del Col di Lana, Dolomiti Orientali di Badia
Itinerario: Corte di Sief (1.670m), [10] Sief (1.699m), [tracce] Bivio quota 1.990 (1.990m), [21] Cima Sief (2.424m), [21] Corte di Sief (1.670m)
Traccia GPS: [wandermap] Corte di Sief – Cima Sief
Loc. partenza: [Google Maps] Corte di Sief (1.670 m) (BL)
Loc. arrivo: [Google Maps] Corte di Sief (1.670 m) (BL)
Tipologia: traccia su neve
Difficoltà: MS/MC
Attrezzatura: Sci/ciaspole, arva-pala-sonda
Alt. minima: 1.670 m Alt. massima: 2.424 m
Disl. salita: 740 m Disl. discesa: 740 m
Sviluppo: 7,9 km Tempo movim.: n.d.
Orario inizio: 30/12/2012, n.d. Orario fine: 30/12/2012, n.d.
Tempo salita: n.d. Tempo discesa: n.d.
Vel. salita: n.d. Vel. discesa: n.d.

31.12.2012: Forcella Ambrizzola (2.277m) e Lastoni di Formin (2.657m)

Lunedì 31 dicembre, ultimo dell’anno, è un’altra bellissima giornata di sole: siamo indecisi se salire sul Mondeval, frequentata e panoramica cima nota anche come Corvo Alto nel Gruppo Croda da Lago-Cernera, che Maria Teresa, Marco ed io abbiamo già salito, o raggiungere la Forcella Ambrizzola, passo con meravigliosa vista sulla piana di Cortina d’Ampezzo e sulle infinite cime che la racchiudono.

Poiché il percorso è in parte comune, partiamo verso le 10 dal nostro rifugio per Pescuol, fino a raggiungere uno spiazzo sulla destra dove ha inizio il sentiero 466 per la Forcella Ambrizzola (1.409m).

Percorriamo l’ampia (e lunga!) mulattiera che con qualche tornante risale la valletta del Rio Cordon, in ombra e con temperatura piuttosto bassa, proseguendo poi quasi in piano fino a svoltare improvvisamente a sinistra attraversando con un ponte il Rio Cordon (1.756m).

Qui lasciamo la mulattiera e proseguiamo verso nord superando Malga Mondeval de sota (1.841m) risalendo il pendio fino a raggiungere verso le 10:45 un ponticello di legno che attraversa il Rio Cordon.

Con un faticoso zig-zag risaliamo il ripido pendio fino a “sbucare” sull’altipiano, dominato dal Becco di Mezzodì, dalla Croda da Lago e dai bastioni dei Lastoni di Formin, raggiungendo poco dopo Malga Mondeval de sora (2.158m), attorno alle 11:30.

Qui ci dividiamo: Daniela e Monica puntano a sud-ovest verso il Mondeval, Maria Teresa, Marco ed io puntiamo verso nord-est verso la Forcella Ambrizzola, che raggiungiamo per le 12:30 (2.276m).

Dalla forcella la vista spazia verso nord-est sulla Croda da Lago, sulla piana di Cortina d’Ampezzo sulla Croda Rossa, sul Pomagagnon e il gruppo del Cristallo, e in fondo sulle tre Cime di Lavaredo. Verso sud-ovest si riconoscono il Pelmo, la Civetta, il Modeval.

Torniamo sui nostri passi per raggiungere Malga Mondeval de sora, ma è presto, c’è bel tempo, fa caldo: e allora decidiamo di risalire il (molto) ripido e stretto pendio verso i Lastoni di Formin, raggiungendo faticosamente l’ampio altopiano per le 14 circa.

Di fronte a noi incombe la Croda da Lago, per il resto è un incredibile panorama a 360°!

Mangiamo qualcosa alla veloce, e poi, tolte le ciaspole, ci buttiamo a capofitto per il ripidissimo pendio, fino a raggiungere il sottostante altipiano: molto divertente!

A Malga Mondeval de sora verso le 16 ci ricongiungiamo con Daniela e Monica e poi ripercorriamo l’itinerario dell’andata fino al nostro rifugio, per prepararci al cenone di san Silvestro.

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

La traccia GPS dell’escursione è disponibile su:

Sintesi dell’escursione:

Escursione: Forcella Ambrizzola (2.277m) e Lastoni di Formin (2.657m)
Class. SOIUSA: Gruppo Croda da Lago-Cernera, Dolomiti Ampezzane
Itinerario: Rifugio Aquileia (1.578m), [466] Ponte (1.757m), [466] Forcella Ambrizzola (2.277m), [435] Forcella de Formin (2.462m), [tracce] Lastoni di Formin (2.6574m), [tracce] Forcella de Formin (2.462m), [tracce] Bivio quota 2.215 (2.215m), [466] Ponte (1.757m), [466] Rifugio Aquileia (1.578m)
Traccia GPS: [wandermap] Forcella Ambrizzola e Lastoni di Formin
Loc. partenza: [Google Maps] Rifugio Aquileia (1.578m) (BL)
Loc. arrivo: [Google Maps] Rifugio Aquileia (1.578m) (BL)
Tipologia: traccia su neve
Difficoltà: BS/BC
Attrezzatura: Sci/ciaspole, arva-pala-sonda
Alt. minima: 1.587 m Alt. massima: 2.657 m
Disl. salita: 1.160 m Disl. discesa: 1.160 m
Sviluppo: 17,3 km Tempo movim.: n.d.
Orario inizio: 31/12/2012, n.d. Orario fine: 31/12/2012, n.d.
Tempo salita: n.d. Tempo discesa: n.d.
Vel. salita: n.d. Vel. discesa: n.d.

01.01.2013: Monte Pore (2.405m)

Martedì è il 1° gennaio, nuovo anno: dopo i bagordi della notte precedente (si fa per dire, siamo andati a dormire prima dell’una!) ci aspetta l’ultima escursione della vacanza. Meta è il Monte Pore (2.405m), appariscente ed isolata piramide nel Gruppo del Nuvolau.

Prendiamo la SS251 fino a Selva di Cadore, quindi la SS638 del Passo di Giau fino al Rifugio Fedare (1.952m) dove verso le 11 lasciamo l’auto.

Seguiamo la mulattiera che, in direzione ovest, risale il pendio fino a raggiungere una dorsale (2.140m): La vista si apre improvvisamente verso la Marmolada e il gruppo del Sella.

Proseguiamo in quota lungo il filo di cresta verso sud-ovest raggiungendo per le 12 una sella dalla quale il percorso si fa decisamente più ripido.

Raggiungiamo verso le 12:30 una seconda sella (2.240m), e proseguiamo lungo l’affilata e ripida cresta fino ad’arrivare per le 13 in vetta al Monte Pore (2.405m).

La cima è isolata, e quindi il panorama è a 360°, davvero meraviglioso.

Alle 13:30 iniziamo la discesa lungo lo stesso percorso della salita, fino a raggiungere per le 14:15 la dorsale: è presto, è una bella giornata, e allora ci fermiamo presso un fienile a prendere il sole.

Ridiscendiamo infine verso il Rifugio Fedare per … un pranzo o una merenda non è ben chiaro!

Le fotografie dell’escursione sono raccolte nel:

La traccia GPS dell’escursione è disponibile su:

Escursione: Monte Pore (2.405m)
Class. SOIUSA: Gruppo del Nuvolau, Dolomiti Ampezzane
Itinerario: Rifugio Fedare (1.952m), [463] Bivio quota 2.100 (2.100m), [tracce] Monte Pore (2.405m), [tracce] Bivio quota 2.100 (2.100m), [463] Rifugio Fedare (1.952m)
Traccia GPS: [wandermap] Rifugio Fedare – Monte Pore
Loc. partenza: [Google Maps] Rifugio Fedare (1.952 m) (BL)
Loc. arrivo: [Google Maps] Rifugio Fedare (1.952 m) (BL)
Tipologia: traccia su neve
Difficoltà: BS/BC
Attrezzatura: Sci/ciaspole, arva-pala-sonda (consigliati ramponi)
Alt. minima: 1.952 m Alt. massima: 2.405 m
Disl. salita: 460 m Disl. discesa: 460 m
Sviluppo: 5,7 km Tempo movim.: n.d.
Orario inizio: 01/01/2013, n.d. Orario fine: 01/01/2013, n.d.
Tempo salita: n.d. Tempo discesa: n.d.
Vel. salita: n.d. Vel. discesa: n.d.

E’ però ora di tornare verso Brescia, che raggiungiamo in decisamente tarda serata.

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