io · talenti

Colonna Sonora 4

Sono nato nel 1963, e si può facilmente capire dai brani che conosco.

Colonna sonora” vorrebbe essere una selezione di grandi brani italiani che, come una colonna sonora, hanno accompagnato la mia vita dall’infanzia fino all’adolescenza, dal 1963 al 1982.

Senza un ordine cronologico, senza voler indicare “il meglio”: solo ciò che in qualche modo mi appartiene.

Oggi, primo settembre, non posso che proporre “Impressioni di settembre” della Premiata Forneria Marconi, non ancora PFM, del 1971.

Il testo è di Mogol e Mauro Pagani, la musica di Franco Mussida.

Si tratta del primo singolo pubblicato dalla PFM, autentico capolavoro del progressive rock italiano, nel quale per la prima volta in Italia viene utilizzato il MOOG, strumento simbolo del rock progressivo.

Il brano è stato quindi successivamente pubblicato nel 1972, in diversa versione, in “Storia di un minuto“, primo album della PFM.

La PFM era allora formata da Franco Mussida (chitarra, voce), Mauro Pagani (flauto, violino, voce), Giorgio Piazza (basso), Flavio Premoli (organo, pianoforte, mellotron, moog, voce), Franz Di Cioccio (batteria, percussioni).

Non si contano le cover del brano fatte da altri interpreti, tra le quali spiccano quelle dei Marlene Kuntz (YouTube) e di Francesco Renga (YouTube).



Impressioni di settembre (1971)

Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c’è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l’odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d’erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda…
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.

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