arte

Antonello da Messina a Rovereto

In questi giorni, dal 5 ottobre al 12 gennaio, presso il MaRT di Rovereto si sta tenendo l’interessantissima mostra “Antonello da Messina“, dedicata al grande pittore siciliano del XV secolo.

E allora sabato 22 novembre siamo partiti verso le 8:30 per Rovereto in una brutta giornata tardo-autunnale fredda e piovigginosa … meglio così, senza dispiaceri per un’eventuale mancata escursione in montagna.

Per le 10:00 siamo già davanti al MaRT: parcheggiamo, il tempo di un caffè e di ritirare i biglietti già prenotati con largo anticipo, e siamo pronti per la visita. Cicerone di eccezione il mio babbo.

In mostra ci sono una quarantina di opere, parte di Antonello da Messina e parte di altri autori in qualche modo a lui legati, quali il suo maestro napoletano Colantonio, suo figlio Iacobèllo, e soprattutto Jan van Eyck, pittore fiammingo perfezionatore della tecnica della pittura ad olio.

Costante il raffronto con Piero della Francesca, pur in assenza di sue opere.

Tra le varie opere si trovano lavori giovanili come la “Crocefissione” di Sibiu, lavori del periodo veneziano come “Salvator mundi” e lavori del ritorno in Sicilia come il “Cristo alla colonna”.

Meravigliosi i ritratti, come “Ritratto d’uomo (Michele Vianello?)” e il “Ritratto di ignoto marinaio“, affiancati idealmente al “Ritratto di orafo” di Jan van Eyck.

Interessantissimo vedere il “Ritratto di giovane gentiluomo” del Philadelpia Museum dopo il recentissimo restauro che ha recuperato i disastri di un restauro precedente, ed emozionante vedere l'”Annunciata” di Palermo.

Molto interessante anche vedere il Polittico dei Dottori della Chiesa, normalmente smembrato in almeno sei scomparti, divisi tra Firenze, Milano e Palermo, riunito in questa occasione.

Molto bella anche l'”Annunciazione” recentemente restaurata pur se tuttora molto rovinata.

Conclusa per le 13:00 la visita alla mostra, facciamo un veloce spuntino al ristorante (leggasi self-service) del museo, prima di procedere alla visita della mostra “L’altro ritratto“, proposta contemporaneamente (e non casualmente!) in serrato confronto sul tema del ritratto caro ad Antonello.

La mostra, curata da Jean-Luc Nancy tra i massimi esponenti del decostruzionismo, è dedicata al ritratto nell’ambito dell’arte contemporanea, il cui percorso contempla varie tecniche, dalla pittura al video.

Al centro dell’analisi la reciprocità dello sguardo tra soggetto e spettatore a cui si somma la relazione tra artista e modello.

Che mi hanno colpito sono “Man’s head (Self Portrait 1)” di Lucian Freud, nipote di Sigmund Freud, “Lotta 2, 2008-2012” di Till Freiwald, “Diego” di Alberto Giacometti.

Un po’ inquietanti la serie di ritratti “Trance” di Greta Frau, “Monster” di Duglas Gordon e quelli “plastici” di Thomas Schütte.

Sincerante ci ho capito poco, a causa dei miei limiti personali: magari tra un paio d’anni di ulteriore corso di storia dell’arte riuscirò ad apprezzare anche questo genere d’arte.

Facciamo una passeggiata per la città, il tempo di un assaggio di cioccolata offerta dal MaRT, ed è ora di rientrare a Brescia.

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