arte

Preraffaelliti. L’utopia della bellezza

Dal 19 aprile al 13 luglio 2014 si è tenuta a Torino, nelle sale di Palazzo Chiablese, la mostra “Preraffaelliti. L’utopia della bellezza“.

Un’esposizione di oltre 70 opere della Confraternita dei Preraffaelliti, provenienti dalla Tate Britain di Londra, che li custodisce e dalla quale non usciranno per molti anni: un’occasione unica per conoscere questa corrente artistica della pittura vittoriana (XIX secolo), e non solo della pittura, nata nel settembre del 1848, sviluppatasi ed esauritasi in Gran Bretagna.

La mostra è divisa in 7 sezioni tematiche: “La storia“, “La religione“, “Il paesaggio“, “La vita moderna“, “La poesia“, “La bellezza“, “Il simbolismo“.

Molto interessanti i percorsi tematici trasversali, proposti in visite guidate serali (alle quali ben inteso non abbiamo potuto partecipare): “L’amore al tempo dei Preraffaelliti“, “Tessuti, drappi, vesti e ninnoli: semplice contesto o protagonisti del dipinto?”, “I dipinti dei Preraffaelliti visti attraverso i versi dei poeti che li hanno ispirati“, “La musica e gli strumenti musicali: ritorno al medioevo e alle dolci ballate“, “Simboli magici e alchemici al tempo dei Preraffaelliti“, “Le donne, muse ed adepte della Confraternita dei Preraffaelliti“.

E allora il 28 giugno siamo partiti verso le 8:30 in auto alla volta di Torino, parcheggiando nel vicino parcheggio multipiano di Porta Palazzo. Il tempo di bere un caffè e ci dirigiamo verso Palazzo Chiablese, che ospita la mostra.

La sezione “La storia” ospita tra altre opere “Claudio e Isabella” di William Holman Hunt del 1850, il meraviglioso “Ophelia” di John Everett Millais del 1851-52, “La stanza in cui nacque Shakespeare” di Henry Wallis del 1853 e “La morte di Chatterton” del 1855-56.

La sezione “La religione” ospita tra gli altri “Cristo in casa dei suoi genitori” di John Everett Millais del 1849-50, e “Ecce Ancilla Domini” di Dante Gabriel Rossetti del 1849-50.

La sezione “Il paesaggio” ospita tra gli altri “Gerusalemme e la valle di Giosafat dal monte del Cattivo Consiglio” di Thomas Seddon del 1854-55, “Campo di fieno” di Ford Madox Brown del 1855, “Il ghiacciaio di Rosenlaui” di John Brett del 1856 e “Baia di Pegwell, Kent – Ricordo del 5 ottobre 1858” di William Dyce del 1858-60.

La sezione “La vita moderna” ospita tra gli altri “Risveglio di coscienza” di William Holman Hunt del 1853-54 e “L’ultimo giorno nella vecchia casa” di Robert Braithwaite Martineau del 1862.

La sezione “La poesia” ospita tra gli altri “Gli amanti” di Dante Gabriel Rossetti del 1853 e “Sidonia von Bork 1560” di Edward Burne-Jones del 1860.

La sezione “La bellezza”, la più coinvolgente della mostra, ospita tra gli altri i capolavori di Dante Gabriel RossettiBeata Beatrix” del 1863-70, “L’amata” del 1865-66, “Monna Vanna” del 1866 e “Proserpina” del 1874.

La mostra si conclude con la sezione “Il simbolismo”, che ospita tra gli altri “Amore e il pellegrino” di Edward Burne-Jones del 1896-97 e che, a mio personalissimo avviso, potrebbe ospitare “La valle del riposo: dove chi è stanco trova pace” di John Everett Millais del 1858 collocata invece, per comprensibili ragioni cronologiche, nella sezione “La bellezza”.

Mancano naturalmente altri capolavori di artisti associati alla Confraternita ma non provenienti dalla Tate Britain, ma ad ogni modo una mostra assolutamente da non perdere.

Conclusa la visita alla mostra pranziamo (alle 13:45!) al Bistrot Turin, un bel locale tipico torinese in via Po, facciamo una passeggiata per la città, e facciamo quindi ritorno a Brescia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...