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Partigiani e repubblichini

Vorrei fare una piccola riflessione in occasione della Festa della Liberazione (non festa della libertà, che è altra cosa), celebrata il 25 aprile.

Da discorsi fatti da alcune “autorità” traspare il malcelato tentativo di equiparare in qualche modo partigiani e repubblichini, tratteggiando questi ultimi quasi fossero romantici combattenti in difesa di un ideale, sia pure nell’errore.

I morti sono morti, siano essi partigiani o repubblichini, e pietà e compassione vanno concesse a tutti.

Ma da vivi non erano uguali:

    i partigiani rischiavano ogni giorni la vita, lottando per ridare dignità all’Italia e liberarla dall’occupante nazista, responsabile di rastrellamenti, di deportazioni in campi di concentramento e di sterminio, di impiccagioni e fucilazioni, di stragi efferate;

    i repubblichini, ossia i fascisti italiani che avevano aderito alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, collaboravano con i nazisti a rastrellare, a deportare, a impiccare e fucilare, a fare stragi; e spesso erano in prima linea, per cercare di accreditarsi quali alleati affidabili.

Qualche differenza c’è.

P.S.: va detto che non tutti i repubblichini avevano aderito volontariamente alla repubblica sociale: alcuni erano minorenni, altri erano stati costretti delle circostanze.

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4 thoughts on “Partigiani e repubblichini

  1. “Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso del vincitore”
    Wiston Churchill

    “Da un giorno all’altro 40 milioni di fascisti divennero 40 milioni di fascisti ”
    Ennio Flaiano

  2. io non avrei mai e poi mai sciolto il giuramento alla bandiera per correre con chi ha tradito l’italia. Sarei rimasto fedele . Sempre.
    pier

  3. Tutto Vero!..Ricordiamo Giuseppina Ghersi, la strage della cartiera di mignagola, la strage di oderzo (treviso) l’eccidio di cadibona la strage di rovetta il massacro di schio, la strage di codevigo e altre stragi ancora(,A guerra finita) non dimentichiamo neppure le uccisioni di circa 130 pericolosissimi e violentissimi preti tra il 44 e il 50, tutto in nome della Sacrosanta Libertà e Democrazia,ricordiamo almeno anche se di poco conto e molto marginale e quasi ininfluente lo sbarco degli alleati che non hanno in alcuna maniera messo in fuga l’esercito tedesco (l’avevano già messo in fuga gli eroici partigiani) che ormai stava perdendo su tutti i fronti, lo stesso esercito appunto messo in ginocchio dai coraggiosi partigiani con azioni memorabili dal punto di vista tattico e strategico, Pace all’anima loro.Io sono il cugino di un’eroico e coraggioso partigiano, purtroppo è morto molti anni dopo la guerra, W la Libertà!

  4. condivido al 100 per cento!
    i republichini avevano armi divise stipendio vitto caserme protezioni…..
    i Partigiani vivevano nascosti in montagna vestiti di stracci, poche armi, cibo? quando lo trovavano, a volte il sostegno dei contadini che rischiavano poi a loro volta nell’aiutarli, e il rischio quotidiano di esser denunciati da spie e delatori vari (vedi la storia di Corbari).

    Onore ai Caduti Partigiani, eroi che hanno ridato Onore all’Italia.
    I republichini ? spesso violenti, impiccatori e torturatori, accecati dall’odio, giustamente dimenticati e nell’ombra della vergogna della nostra storia.

    ciao Giuseppe

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